Il famoso Castagno dei 100 cavalli sorge nel territorio di Sant’Alfio, paesino alle pendici dell’Etna sul versante est. Si tratta di un enorme castagno, leggendario soprattutto per la sua età, si stima infatti che questo monumento naturale abbia almeno 2000 anni. Il nome viene attribuito alla leggenda secondo la quale la regina Giovanna D’Angiò si rifugiò da un temporale sotto le fronde e all’interno dell’albero insieme a 100 cavalieri…

 

NOTE ESCURSIONISTICHE: La location non rientra negli itinerari standard dei nostri tour, ma su richiesta è possibile inserire la visita al castagno nelle nostre escursioni sull’Etna. Il periodo consigliato per la visita è durante la primavera/estate, quando le fronde sono ricche di foglie.

admin 18 Marzo 2020 Meraviglie vulcaniche no responses

Le eruzioni dell’Etna sono solitamente di due tipi: esplosive o effusive. Le eruzioni esplosive sono eruzioni con attività di tipo stromboliano, cioè con emissione di gas e lapilli dai crateri sommitali o da crateri laterali (eruzioni di fianco). Le eruzioni effusive si contraddistinguono invece per l’emissione di lava, spesso da una frattura laterale, e la formazione di una colata lavica.

La maggior paerte delle eruzioni non costituisce alcun pericolo per la popolazione e i centri abitati. In questi casi si parla quasi di eruzioni “turistiche” che regalano solo un gran spettacolo. L’Etna può eruttare anche diverse volte in un anno dai crateri sommitali e mediamente sviluppa eruzioni di fianco imponenti e durevoli ogni decina d’anni. Ne sono un esempio le ultime grandi eruzioni del 2001 e 2002 che devastarono le piste da sci e la funivia dell’Etna, del 1991/93 dentro la Valle del Bove, del 1983 ancora sulla funivia, del 1981 che raggiunse quasi l’abitato di Randazzo. E poi ancora le eruzioni che in un passato, non troppo lontano da noi, raggiunsero i centri abitati danneggiandoli. Le più recenti tra queste sono l’eruzione di Mascali del 1928 che devastò quasi per intero il paese, l’eruzione di Lunguaglossa del 1923 e quella di Belpasso del 1910. Tra le più imponenti da ricordare l’eruzione del 1669 che raggiunse Catania in quanto la bocca eruttiva si sviluppò a soli 800 metri di quota, presso i Monti Rossi.

NOTE ESCURSIONISTICHE: A prescindere dalla tipologia, osservare una colata lavica dal vivo è un’emozione davvero unica. In presenza di eruzioni attive organizziamo escursioni per vedere da vicino (e in sicurezza…) questo fenomeno naturale straordinario.

admin 18 Marzo 2020 Meraviglie vulcaniche no responses

E’ luogo comune rappresentare i vulcani con un unico cratere sommitale. I crateri sommitali dell’Etna invece sono in totale quattro: La Voragine, il Nord Est,  il Centrale e il Sud Est. Sono tutti crateri di formazione molto recente e il più alto tra questi è il cratere di Nord Est, con un’altezza di 3320 mt (rif. Luglio 2020, variabile!). Il cratere di Sud Est è invece quello più attivo negli ultimi decenni con attività molto intense e brevi, anche di solo un’ora. Il paesaggio, a causa dell’altitudine, è quasi privo di vegetazione e “lunare”, ma il panorama offerto è emozionante grazie anche alla vicinanza con il mare (14 km in linea d’aria).

In passato si pensava che dentro le “bocche” del vulcano vi fossero gli dei o che fosse l’accesso agli inferi, forse anche per l’immensità del panorama offerto dai crateri che hanno un diametro di oltre 500 metri e una profondità notevole, anch’essa sempre variabile per l’insatbilità e mutevolezza dei luoghi. Per molti mesi l’anno presso i crateri sommitali è possibile trovare la neve depositatasi durante l’inverno, ulteriore elemento affascinante del nostro territorio. Raggiungere la vetta del vulcano è per molti la meta più ambita.

NOTE ESCURSIONISTICHE: E’ possibile raggiungere i crateri sommitali durante i mesi estivi in trekking e durante i mesi invernali con gli sci. In funzione dell’attività vulcanica, negli ultimi anni, vi possono essere dei divieti imposti dalla protezione civile in base a un regolamento di fruizione. Quasi sempre è imposta l’ascesa accompagnati da personale qualificato.  I crateri sommitali ossono essere raggiunti con la nostra escursione SUMMIT CRATERS.

admin 18 Marzo 2020 Meraviglie vulcaniche no responses

I Faraglioni e l’isola Lachea sono famosi soprattutto per il mito epico di Ulisse che in questo luogo si scontrò con i ciclopi, mostruosi giganti con un occhio solo, che lanciarono sulle navi dell’eroe questi enormi massi. In realtà i Faraglioni dei Ciclopi e l’Isola Lachea rappresentano le prime manifestazioni vulcaniche submarine dell’Etna avvenute circa 500mila anni fa, anche se oggi sono oggetto di visita di turisti e bagnanti locali che magari ignora la reale origine del sito. Da diversi anni è stata istituita la riserva marina integrale per tutelare questo particolare ambiente naturale.

In questi luoghi è possibile ammirare alcuni fenomeni di natura vulcanica molto particolari tra cui pillows, ialoclastiti, basalti colonnari.

NOTE ESCURSIONISTICHE: La visita in questi luoghi è possibile sia dalla riviera che dalla barca, soluzione preferita dalle nostre guide. La nostra associazione infatti effettua visite guidate con imbarcazioni tipiche di pescatori, oggi utilizzate ad uso turistico. In particolare consigliamo il tour MAREMONTI

admin 18 Marzo 2020 Meraviglie vulcaniche no responses

La grotta del Gelo è una grotta vulcanica formatesi nell’eruzione del 1614-1624 situata sul versante nord del vulcano a quota 2000. Il suo nome deriva dal fatto che al suo interno è possibile trovare ghiaccio fossile perenne, caratteristica questa che ne fa il ghiacciaio più a sud d’Europa. E’ indescrivibile lo stupore edil contrasto che questo luogo riesce ad offrire ai visitatori, soprattutto quando imperversa la calura dei mesi estivi. Nel Marzo del 1981, questa meravigliosa grotta rischiò di scomparire a causa dell’eruzione che sgorgò a pochi metri di distanza dalla grotta e arrivò nei pressi di Randazzo.

NOTE ESCURSIONISTICHE: La Grotta del Gelo è raggiungibile solo in trekking con almeno 5/6 ore di cammino. La nostra associazione organizza la visita della grotta con l’escursione Etna Trekking Full Day, dedicata solo a buoni escursionisti.

admin 18 Marzo 2020 Meraviglie vulcaniche no responses

I fianchi del vulcano sono inaspettatamente, almeno per l’immaginario collettivo, ricchi di vegetazione. Molte delle piante presenti sul terreno dell’Etna sono il frutto di un adattamento millenario all’ambiente vulcanico. Sono presenti alcune piante endemiche, ovvero che presentano caratteristiche univoche e riscontrabili solo in un determinato luogo.

Tra le piante più rappresentative e comuni da osservare sul vulcano Etna ritroviamo, a diverse fasce altitudinali e in funzione del tempo intercorso tra le eruzioni e il ripopolamento della flora, partendo dal basso: muschi e licheni come lo Stereocaulum Vesuvianum che attecchisce sulle asperità delle nude rocce laviche dopo pochi anni; la romice e la camomilla dell’Etna piccole piante pioniere che colorano le sciare e le sabbie vulcaniche in primavera;  la Ginestra dell’Etna pianta normalmente arbustiva che invece qui diventa a portamento arboreo e domina le colate laviche dopo circa una secolo; la betulla dell’Etna, che popola a macchie solo alcuni versanti del vulcano ad alte quote e molte altre ancora. Il vulcano nel periodo estivo in sostanza è una esplosione di colori.

NOTE ESCURSIONISTICHE: Nel corso delle nostre escursioni sull’Etna sarà possibile vedere diverse specie della flora endemica.

admin 18 Marzo 2020 Meraviglie vulcaniche no responses

I crateri laterali sono coni di scorie vulcaniche formatesi nel corso di eruzioni di fianco o eccentriche del vulcano (non generate dai crateri sommitali) ma da fratture eruttive a quote più basse. L’Etna ne conta circa 250 lungo i suoi fianchi e il loro numero è crescente poiché ad ogni eruzione esplosiva si formano questi conetti a monte della colata lavica. Sono alti in media circa 100 metri, costituiti da materiale piroclastico ed incorente (cenere, sabbia, lapilli, tufi) e spesso si possono manifestare tramite lo spettacolare “sistema a bottoniera”, ovvero diversi conetti in successione allineati sull’asse eruttivo come se fossero, appunto, dei bottoni.

Da questi crateri solitamente si generano le colate laviche più distruttive per i centri abitati. Ad esempio i Monti Rossi di Nicolosi testimoniano la storica eruzione del 1669 che distrusse paesi e parte della città di Catania, fino al mare.

NOTE ESCURSIONISTICHE: Nel corso delle nostre escursioni sull’Etna sarà possibile vedere molti crateri recenti e antichi e salire sulla sommità di alcuni di questi crateri.

admin 18 Marzo 2020 Meraviglie vulcaniche no responses

Non si può dire di aver visitato veramente l’Etna se non si è osservata l’immensità della Valle del Bove. La valle del Bove è un’enorme depressione sul fianco est del vulcano venutasi a creare, secondo gli ultimi studi dell’INGV, circa 10000 anni fa in conseguenza del crollo di alcuni edifici vulcanici più antichi. La Caldera, questo il nome scientifico, è larga 5 km e lunga 7 e con la sua estenzione copre quasi per intero il versante orientale del vulcano. Le sue pareti sono alte fino a 1000 metri.

Caratteristiche queste che ne fanno un vero colosso della natura. Esistono alcune teorie sulla sua creazione, la più accreditata secondo gli scienziati è che sia il frutto del collasso di uno degli edifici vulcanici etnei (il Trifoglietto), il quale si stima fosse parecchio più alto dell’attuale vulcano. All’interno della Valle del Bove, il cui toponimo è di origine sconosciuta, ma è probabile che possa dipendere dal fatto che in passato la prateria a fondo valle ospitasse animali da pascolo. Oggi invece all’interno della Caldera confluiscono gran parte delle colate laviche etnee, rendendolo un posto di cruda bellezza, per cui dai suoi bordi, punto di passaggio panoramico di molte delle nostre escursioni sul vulcano, è possibile spesso ammirare l’attività vulcanica.

NOTE ESCURSIONISTICHE: La Valle del Bove è raggiungibile su diversi sentieri prevalentemente in trekking o in alternativa con autoveicoli da alcuni punti panoramici posti più in basso. I percorsi in trekking sono quasi tutti di media difficoltà.

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L’Etna è ricchissima di grotte vulcaniche dette anche Lava Tube (tubi di lava), le quali si sono formate nel corso delle colate laviche per effetto dell’ingrottamento della lava quale conseguenza del raffreddamento dello strato più esterno del flusso eruttivo. La lunghezza di queste cavità è molto variabile, da poche decine di metri ad oltre un chilometro.

Molte di queste grotte, con estensione orizzontale, sono visitabili facilmente. Visitando una grotta, oltre al fascino di poter scendere negli “inferi” del vulcano, è possibile comprendere alcune dinamiche e aspetti vulcanici davvero interessanti.Tra grotte più più conosciute dell’Etna troviamo la Grotta del Gelo, la Grotta dei Lamponi, La Grotta dei Tre livelli, la Grotta Cassone e la Grotta della Neve, ma se ne contano oltre 250.

NOTE ESCURSIONISTICHE: Durante la maggior parte delle nostre escursione è prevista la visita in una grotta di origine vulcanica, in totale sicurezza, con l’utilizzo di caschi e luci da speleologo.

admin 18 Marzo 2020 Meraviglie vulcaniche no responses